Il Training Cognitivo: una palestra per la prevenzione dell'invecchiamento mentale

Invecchiare significa perdere progressivamente la propria lucidità mentale e la propria efficienza?

Non necessariamente. Studi recenti dimostrano che l'invecchiamento non è un processo a senso unico ma il risultato dell'interazione di diversi fattori.

In questo delicato equilibrio il Training Cognitivo costituisce una risorsa importante per un invecchiamento di successo. 


Invecchiamento cerebrale: cambiamento o declino inevitabile?

Invecchiare comporta una serie di cambiamenti sul piano cognitivo; tuttavia studi recenti hanno dimostrato che, anche in età avanzata, il cervello conserva la capacità di essere modellato dall'esperienza, la così detta plasticità cerebrale. Pertanto, a qualsiasi età, attraverso l’esercizio e opportuni stimoli cognitivi è possibile “rimodellare” il cervello creando nuovi circuiti e nuove connessioni tra i neuroni. 

Viene così superata la visione dell’invecchiamento caratterizzata solo da processi di perdita e declino e viene proposta l’idea che sia possibile imparare cose nuove anche in età avanzata. Il concetto di plasticità cerebrale è stato proposto all'interno dell’approccio dell’arco di vita da Baltes nel 1987. Quest’approccio ipotizza che, anche in età avanzata, l’essere umano sia in grado di apprendere utilizzando le abilità e le conoscenze già in possesso dell’individuo compensando in questo modo i deficit in altre abilità compromesse.

La plasticità cerebrale contribuisce a mantenere la così detta riserva cognitiva, ovvero la capacità del cervello di resistere ai danni prodotti dall'invecchiamento o da lesioni. Come un buon sistema immunitario ci protegge dalle infezioni, così un cervello ricco di neuroni e connessioni è in grado di reagire in maniera più efficiente alla perdita di cellule nervose dovuta al normale invecchiamento o a danni cerebrali di diversa natura (traumatiche, degenerative, vascolari).

 

L’invecchiamento cerebrale non è quindi un processo a senso unico, ma il risultato dell’interazione di diversi fattori:

da un lato la riserva cognitiva e i fattori protettivi che la possono potenziare, dall'altro le fonti di danno cerebrale e i relativi fattori di rischio. Quando a prevalere sono i primi aumenta la probabilità di un invecchiamento normale, quando prevalgono i secondi aumenta quella di un decadimento cognitivo.

In questo delicato equilibrio un allenamento costante del nostro cervello diventa una chiave importante per un invecchiamento di successo.

 

Il training cognitivo ha come obiettivo proprio lo sviluppo delle abilità mentali, potenziando le diverse funzioni cognitive e migliorandone l’utilizzo. Attraverso degli esercizi mirati, basati su teorie neuropsicologiche e cognitive del funzionamento del cervello, vengono stimolate funzioni come la memoria, il ragionamento, la velocità di elaborazione delle informazioni e l’attenzione.

È stata dimostrato che un ambiente stimolante e l'opportunità di un maggior esercizio producono:

—  un aumento di spessore e peso del cervello

—  un aumento dei collegamenti tra neuroni

—  un aumento della vascolarizzazione delle aree cerebrali interessate

—  un miglioramento delle performance generali

 

Ci sono molte attività che possiamo fare per migliorare il nostro benessere cognitivo, come imparare una lingua straniera, cercare sempre nuove esperienze, leggere o risolvere cruciverba. A differenza di esercizi generici, però, il training cognitivo è un programma specifico, che stimola in maniera adeguata e graduale le funzioni cognitive sulla base della conoscenza del loro funzionamento; è mirato poiché esercita alcune funzioni per volta; è validato perché basato su ricerche scientifiche, ed è ecologico perché mira ad ottenere benefici che possano essere generalizzati nei compiti della vita quotidiana.

Come in palestra si acquisisce via via una corretta postura che permette di affrontare più agevolmente anche le attività quotidiane, così il training cognitivo insegna ad assumere una “postura mentale” più consona all'attività che si sta svolgendo. Sarà poi tenendosi in quella postura che riusciremo a fare fronte alle dimenticanze quotidiane e a rallentare il decadimento.

Per questo non è possibile prescindere dal ruolo attivo che ogni individuo ha nel determinare il proprio sviluppo e la propria salute. Invecchiare comporta una serie di cambiamenti nei differenti aspetti della cognizione; ma il mondo in cui le risorse ancora presenti vengono utilizzate dipende dalle nostre scelte, da quanto tempo e attenzione investiamo nel coltivare sane abitudini di vita.

 

Vivere a lungo ormai è un traguardo che molti di noi possono raggiungere, ma non possiamo dire lo stesso della capacità di conservare la propria lucidità mentale e la propria autonomia. Questi aspetti incidono profondamente sulla qualità della vita degli anziani, e non solo. Tutte le azioni che svolgiamo nel quotidiano, dal ricordare un appuntamento, al ritrovare la strada di casa o cucinare, dipendono dall'efficienza delle funzioni cognitive, e il loro deterioramento implica limitazioni, disagio e nel tempo il ricorso a strutture per anziani. Prendiamoci cura del nostro cervello quando abbiamo ancora tanto da perdere, e ricordiamo: “Più usi il tuo cervello, più cervello avrai da usare.” (George A. Dorsey)

 

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